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Passione politica e ideali: un amarcord istruttivo che mi ha fatto riscoprire Brisighella

"Erano molti i dubbi che avevo prima di iniziare la lettura de “I comunisti nella terra dei preti”.
Come poteva un libro sulla storia e personaggi del PCI brisighellese dal 1921 al 1991 attirare l’attenzione di chi, con la protervia del cittadino, ha sempre snobbato il paese dove sono nati i suoi genitori?
Ricordo ancora quando, annoiato dai discorsi dei grandi, alla domanda di mio nonno sul perché non mi piaceva Brisighella risposi: “Come può piacermi un paese dove non esiste nemmeno un semaforo?”.
Certamente sia per la mia età, sia per l’aver da sempre vissuto a Ravenna, non conoscevo molti dei personaggi citati nel libro, né gran parte degli eventi narrati, ma ciò è risultato marginale.
Attraverso il ricordo delle persone che nel tempo hanno dedicato la propria vita al Partito sono stato coinvolto in uno spicchio di storia del novecento, con le sue trasformazioni politiche e sociali.
Le persecuzioni politiche durante il ventennio fascista, la resistenza partigiana durante la guerra, la nascita della Repubblica Italiana ed il ritorno della politica vengono descritte nel libro facendo riferimento a documenti rintracciati negli archivi storici o a testimonianze di persone, in molti casi mogli o figlie dei personaggi citati.
Racconti che somigliano a quelli che ripetutamente sentivo a tavola dai miei genitori; racconti in cui ad essere protagonisti sono la passione politica e gli ideali, la povertà ed al tempo stesso la dignità di vivere in modo semplice, il bene comune ed il tempo dedicato agli altri.
Un “amarcord” istruttivo che ci dovrebbe ricordare le nostre origini ed un passato che troppo velocemente tendiamo a dimenticare.
Il piacere della lettura ha dissipato i dubbi iniziali e intaccato la protervia del cittadino … d’altra parte da tempo il semaforo a Brisighella esiste ed è proprio di fronte alla casa dove abitava mio nonno.
".

Domenico Galassini

Una storia locale che è anche uno specchio in chiave minore di una storia regionale e nazionale

Non è un’operazione nostalgia quella di Visani e Baldi, un “come eravamo” carico di rimpianti. E’ una documentazione prosopografica – cioè compiuta attraverso la ricostruzione dei profili di alcune personalità – di una storia: quella di un paese, Brisighella, in cui, per una serie di circostanze storiche legate al forte insediamento cattolico (vi sono nati sette cardinali), il Pci, a differenza di quanto avvenne in quasi tutta l’Emilia-Romagna, fu a lungo all’opposizione – sia pure con percentuali elettorali molto alte – rispetto a una Dc particolarmente radicata.

Comizio Arrigo Boldrini anni Cinquantqa 300x207Attraverso ricordi personali, di familiari, di amici, il libro “I comunisti nella terra dei preti” ricostruisce insomma numerose vicende umane e politiche, di lotta, di Resistenza, di militanza, e di amministrazione civica (dagli anni Settanta).

Emergono così dal passato figure e memorie di martiri torturati a morte (Luigi Fontana) e imprigionati (Amedeo Liverani, Luigi Bandini, Gildo Montevecchi) dal fascismo trionfante; di uccisi dal fascismo declinante durante la lotta di Liberazione (Renato Emaldi); di partigiani poi divenuti dirigenti politici e sindacali (Sesto Liverani, Aldo Gagliani, Mario Marabini, Sergio Laghi, Sante Moretti, Amos Piancastelli); storie di fede politica semplice, di militanza e a volte di eroismi senza protagonismo, di lavoro durissimo in una terra povera, di generosa disponibilità al volontariato per la costruzione di Case del Popolo e per la gestione delle Feste dell’Unità, di partecipazione alla vita del partito e del sindacato.

Nulla di diverso da quanto accadeva in tutta l’Emilia-Romagna, insomma, anche dove i rapporti di forza erano più favorevoli alla sinistra. Una storia di emancipazione faticosa, di trasformazione lenta di costumi e di stili di vita segnati inizialmente da passività e da tradizionalismo e poi modificati in senso progressivo appunto dalla maturazione politica e dalla presa di coscienza, dapprima pionieristiche e poi di massa, dal protagonismo individuale, familiare e collettivo, che la politica ha prodotto e assecondato; ovviamente, una trasformazione resa possibile, a livello più generale, dal contesto democratico nazionale e da un’economia che pur nelle sue storture e contraddizioni ha avuto anche effetti modernizzanti, oltre che dalla buona amministrazione gestita dalla sinistra a livello provinciale e regionale, ma anche da una Dc fortemente controllata dalla minoranza comunista, a livello comunale.

Festa de lUnità anni Cinquanta a Brisighella con ritratto di Stalin 300x208

Una storia locale che è anche uno specchio in chiave minore di una storia regionale e nazionale, quindi. E che si caratterizza non tanto per i contorni a volte folkloristici e neppure per i tratti di umana simpatia o di affettuosa vicinanza degli autori ai personaggi narrati – tratti nondimeno presenti, che danno sapore di autenticità al libro –, ma per una evidentissima compenetrazione di politica e vita, di percorsi individuali e di legami comunitari, di serietà esistenziale e di fiduciosa apertura sull’avvenire, di lotta per il progresso e di adesione alle radici di una collettività coesa e consapevole. Ciò che emerge, e che davvero suscita rispetto e commozione, è il compenetrarsi della politica con la vita, della forza di un’idea, di una organizzazione, di un progetto, con la spontaneità e con la quotidianità delle vicende individuali, familiari, sociali, e con la tenacia delle amicizie e delle vicinanze durate decenni.

Al di là dell’ammirazione per le persone e per la loro operosità, al di là del giudizio storico sulla capacità della sinistra di costruire una società cosciente di sé dove c’erano quasi solo miseria e ignoranza, al di là anche di ogni nostalgia per un passato in cui l’Italia, l’Emilia-Romagna e i suoi borghi seppero crescere con un qualche senso comune, è di questo intrecciarsi di politica e vita che oggi sentiamo la mancanza, nello sbandamento dello pseudo-individualismo di massa, nell’universale subalternità a logiche e a potenze e a narrazioni che ci trascendono e ci impediscono (o lo vorrebbero fare) ogni protagonismo, ogni tentativo di costruire di nuovo il nostro destino individuale e collettivo. La mancanza, insomma, di una politica pienamente legittimata perché vissuta come parte integrante di un percorso di crescita di tutti e di ciascuno, che questo libro ci mostra nel passato non poi remotissimo, a Brisighella, e che non dobbiamo disperare di poter vedere all’opera anche nelle mutate circostanze del presente.

Carlo Galli, politologo, presidente della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, deputato di Mdp-Articolo1

La più gratificante recensione che si può desiderare. Bella e commovente.

"Caro Claudio,
non sono mai stata appassionata di politica e nemmeno di libri di storia, ma ora sto leggendo il tuo libro e mi piace. Forse perché parla di personaggi che, in parte, ho conosciuto o dei quali ho sentito parlare, o certamente perché è scritto bene. E in modo intelligente. Riporta ricordi o scritti dei protagonisti e le vicende sono descritte con garbo ed efficacia. Non scade mai nella prolissità né tanto meno nella noia. Ho conosciuto bene Aldo Gagliani (uno dei personaggi del Pci di Brisighella raccontati nel libro, ndr) che è stato “gemellato” con la mia classe quando ero a Castellina. Ci sono stati corrispondenza scritta fra di loro e incontri in aula. Soggetti: l’AVIS e l’AIDO. Era una persona che ho molto stimato per la sua cordialità, la sua generosità e il suo totale servizio alle cause in cui credeva.

Per me questa lettura è stata fonte di apprendimento e perciò di grande interesse. Ho scoperto lati nascosti dei protagonisti, ai quali tu hai restituito verità che un tempo venivano negate o distorte. Questo è un grande merito. E lo è anche di Viscardo Baldi che compare vicino al tuo nome come autore del libro. Anche di lui ho imparato molte cose che non sapevo, come su di te e sul tuo cammino in quella parte di vita che hai vissuto dalla tua giovinezza in poi.

Grazie di avermi offerto una visione più esatta e più precisa su certe persone e certi fatti.Coi miei complimenti, ricevi un affettuoso abbraccio".

Carla Ciani, la mia maestra di italiano alle elementari (Claudio Visani)

Preti e mangiapreti a Brisighella

recensione di Valerio Varesi - Repubblica Bologna - 20/08/2017

Come sarebbe il "Mondo piccolo" di Giovannino Guareschi trasferito in Romagna? Cancellato il Po, la Bassa e Brescello avrebbe le sembianze di Brisighella e dei colli della valle del Lamone. A parte invertite però. Lì, in quella che è stata definita la Vandea nella terra dei mangiapreti anarchici e comunisti, l'opposizione sarebbe Peppone e la maggioranza starebbe con don Camillo. È di questo singolare rovesciamento che parla il libro di Claudio Visani e Viscardo Baldi I comunisti nella terra dei preti (Bella ciao editore), vivace affresco delle vicissitudini politiche di una piccola città che, in sedicesimo ripercorre gli snodi della storia del Paese.

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Brisighella, l'isola bianca nella Romagna terra di comunisti, repubblicani, anarchici e mangiapreti

servizio di Francesco Satta - TG3 ER - 12/08/2017

A maggioranza democristiana per tutto il dopoguerra, quando l'italia era divisa tra le fedi contrapposte in Marx e nel Cattolicesimo, la città ha dato natali a ben sette cardinali. Cosa voleva dire essere comunisti in un luogo simile?

"Non era facile essere comunisti a Brisighella era un pò Peppone e Don Camillo anche lì ma era un Peppone e Don Camillo dove c'era molto rispetto tra le due culture e le due politiche, tant'è che quando alcuni di questi esponenti comunisti sono diventati sindaci, l'ultimo è stato Amos Piancastelli alla fine degli anni '70, si era creato un rapporto di stima e di reciproco rispetto che ancora c'è oggi. 

E' una storia che abbiamo cercato di raccontare raccontando le singole storie, i singoli personaggi che quella vicenda l'hanno vissuta e costruita e ci sono anche delle pagine emozionanti, alcune drammatiche..." Claudio Visani

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-e8b62e35-efe4-4d00-beea-b7caa9c85173.html al minuto 16:25