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Manifestazione e comizi del PCI

Nel dopoguerra - e in particolare negli anni Cinquanta, Sessanta e fino agli anni Settanta - i comizi erano, insieme, un rito e un pezzo forte della battaglia politica. I partiti si contendevano le piazze, e a volte anche le improvvisate tribune e gli impianti di amplificazione. A Brisighella, per le elezioni, come si può vedere nelle foto, arrivavano leader e personaggi  nazionali  come Umberto Terracini, Pietro Nenni, Arrigo Boldrini, il comandante Bulow.  Nelle frazioni ci sono storie esilaranti: come quella volta alla Samoggia che un asino "alloggiato" nel pagliaio si impaurì al suono dell'altoparlante piazzato dall'oratore del Pci davanti alla chiesa, scappò e si portò via tutto l'impianto. Tra gli altri partiti c'erano personaggi folcloristici come il liberale Aurelio Monti, che partiva con l'altoparlante sul tetto dell'auto, la bottiglia di vino sul sedile e si fermava a fare un comizio davanti ai bar del territorio, restando seduto in macchina.

Il Pci era un partito di massa, che ha avuto fino a 800 iscritti su poco più di 2.000 elettori, e sapeva organizzare bene le proprie iniziative e manifestazioni politiche. In particolare le diffusioni de l'Unità, che si facevano in diverse domeniche dell'anno e che il 25 aprile e 1 maggio diventavano, con il porta a porta,   l'occasione di uno straordinario contatto con la popolazione, con la diffusione di centinaia di copie del giornale fondato da Antonio Gramsci. Altre manifestazioni significative erano quelle organizzate, spesso assieme alla Camera del lavoro, per sostenere le battaglie dei contadini e dei braccianti, e quelle a favore degli operai, ad esempio per la difesa della fabbrica e dell'occupazione alla Fage di Fognano.